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Bassano
E'
scontro tra
sindaci dopo
l'approvazione
della nuova
tariffa
"ponte"
disposta lo
scorso giovedì
dall'assemblea
dei comuni di
Ato Brenta. Da
una parte 49
primi cittadini
favorevoli al
ritocco della
quota,
dall'altra 10
amministratori
contrari
all'aumento,
perché
"inutile e
ingiustificato".
Assenti i
rappresentanti
di Cismon,
Cittadella e
Pianezze e
astenuto il
sindaco di
Rossano, a
sostenere il
fronte del
"no"
agli aumenti
sono rimasti i
primi cittadini
di Cassola,
Cartigliano,
Campolongo, Pove,
Solagna, San
Nazario, e
Valstagna e, in
territorio
padovano,
Fontaniva e
Tombolo. Un
numero molto più
esiguo rispetto
a quelli che
nelle scorse
settimane
avevano alzato
la voce per
manifestare la
loro contrarietà
ai ritocchi
tariffari. Un
cambiamento di
opinione, specie
di buona parte
del fronte
bassanese, che
ha letteralmente
fatto infuriare
il primo
cittadino di
Tombolo, Franco
Zorzo.
"Fino a
pochi giorni fa,
guarda caso
prima delle
elezioni
amministrative-
denuncia - molti
colleghi avevano
rilasciato ampie
dichiarazioni di
contrarietà
all'aumento
della tariffa
dell'acqua,
presentando
addirittura
richieste di
dimissioni del
cda di Ato ed
Etra. Passate le
elezioni tutto
è stato
dimenticato e si
è tornati agli
ordini di
partito".
"Si
è trattato -
accusa ancora
Zorzo - del
solito pasticcio
all'italiana di
sindaci che
hanno posto gli
equilibri
politici prima
degli interessi
dei loro
cittadini, tanto
coraggiosi prima
delle elezioni
quanto timorosi
nella fase
successiva".
A
confermare
l'intenzione di
bocciare i
rialzi proposti
da Ato è stato,
tra gli altri,
il primo
cittadino di
Cassola, Antonio
Pasinato, da
sempre in prima
fila nella lotta
all'aumento
della tariffa.
"Si tratta
di un rincaro
ingiusto e
immotivato",
attacca l'ex
senatore che si
dice ancora
contrario anche
all'ipotesi di
arrivare ad una
tariffa unica
per l'intero
territorio.
"Ribadisco
la mia idea che
si debba
separare il
Bassanese dal
Padovano -
conclude - per
arrivare ad
ipotizzare un
Ato interamente
vicentino".
Della
stessa opinione
anche il sindaco
di Solagna,
Gianandrea Bellò,
che spiega così
il suo voto
contrario.
"Lo scorso
anno con le
tariffe del 2005
siamo riusciti a
chiudere il
bilancio in
positivo -
spiega - e per
il 2007 non sono
previsti
particolari
investimenti che
giustifichino
questi aumenti.
Molto meglio
sarebbe stato
prorogare le
tariffe per un
altro anno e
pensare meglio
ai rincari per
il 2008".
Sulla scelta
degli altri
sindaci del
bassanese di
approvare gli
aumenti Bellò
preferisce non
fare commenti,
ma ammette di
essere stato
contattato
direttamente dal
presidente di
Ato, Rina
Bellotto, prima
del voto.
"Mi è
stato chiesto
quali fossero le
mie intenzioni -
conclude - ma ho
preferito
conoscere prima
la proposta e
solamente poi
scegliere come
votare per il
bene dei miei
cittadini".
Un
"no"
secco ai rincari
tariffari è
arrivato anche
da Cartigliano e
dal sindaco
Germano
Racchella.
Identiche le
motivazioni alla
base del voto.
"Non sono
contrario per
principio al
ritocco della
tariffa -
chiarisce - ma
credo che i
nostri cittadini
abbiano diritto
a giuste
spiegazioni: se
chiediamo loro
di pagare di più
dobbiamo anche
garantire loro
servizi e
migliorie. A
Cartigliano i
cittadini
pagheranno di più
ma non avranno
nulla in cambio.
Pagheranno solo
per i mutui
accesi da altre
amministrazioni.
Come avrei
potuto votare a
favore di questo
aumento?".Barbara
Todesco
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