Bassano
«Il
Bassanese
è
nel
caos
più
totale,
i
sindaci
sono
spaccati
tra
loro
e
hanno
problemi
di
ordine
politico-demagogico:
non
vogliono
aumentare
l'acqua
e
forse
qualcuno
vuole
ribaltare
il
Cda».
Non
va
giù
tanto
per
il
sottile
Franco
Zorzo,
sindaco
di
Tombolo,
a
capo
di
una
civica
con
appoggio
leghista,
che
ha
presentato
l'emendamento
della
discordia.
Dopo
la
bufera
non
si
tira
indietro:
«O
quel
documento
farà
parte
della
delibera,
o
il
voto
mio
e
quello
di
altri
sindaci
padovani
non
sarà
più
scontato
».
Sindaco,
la
baraonda
è
partita
dall'emendamento.
«Non
è
vero
e
i
40
voti
ottenuti
lo
dimostrano.
Il
problema
è
stato
il
dietrofront
del
centrosinistra
padovano,
che
voleva
tirare
dentro
anche
i
bassanesi
e
allora
ne
ha
chiesto
il
ritiro.
Ma
il
cambio
di
direzione
è
stato
sonoramente
bocciato
dal'assemblea».
Perché
vi
siete
impuntati
sul
documento?
«Per
far
finire
l'epoca
degli
inciuci
e
delle
protezioni
politiche.
Abbiamo
chiesto
investimenti
per
chi
ne
ha
bisogno,
premiando
chi
sopporta
più
aumenti
e
chi
ha
meno
servizi
di
acquedotto
e
fogne.
E
questo
ha
dato
fastidio,
perché
i
soliti
Comuni
cercano
di
tenersi
stretti
i
privilegi».
Chi?
«Lo
chieda
a
Etra.
Di
sicuro
non
Tombolo».
I
bassanesi
dicono
che
l'emendamento
è
stato
una
sorpresa
dell'ultima
ora.
«L'avevamo
presentato
già
nella
scorsa
assemblea,
ma
loro
non
c'erano.
La
verità
è
che
nel
Padovano
noi
siamo
riusciti
a
cucire
tutti
i
rapporti
tra
i
Comuni,
mentre
i
bassanesi
sono
spaccati
e
non
hanno
un
interlocutore
di
riferimento.
Sono
come
Ponzio
Pilato
:
vogliono
investimenti
ma
non
votano
la
tariffa.
Del
resto
erano
abituati
bene:
avevano
opere
pur
regalando
l'acqua,
vedi
Cartigliano
con
0,25
al
metro
cubo».
Ora
che
cosa
accadrà?
«Noi
rimaniamo
sulla
stessa
posizione:
l'emendamento
è
fondamentale,
perché
prevede
punti
molto
importanti
sul
versante
della
solidarietà
e
forti
pressioni
su
Etra
per
arrivare
a
una
convenzione
che
la
obblighi
a
una
serie
di
determinazioni
e
adempimenti.
Piano
di
efficientamento
incluso».
Se
i
bassanesi
non
ci
stanno?
«Se
ne
dovranno
assumere
la
responsabilità,
a
cominciare
dal
sindaco
Gianpaolo
Bizzotto
che
è
del
cda
e
ha
votato
contro
la
tariffa.
Dia
l'esempio
e
si
dimetta,
come
dovrebbero
fare
il
cda
di
Ato
e
di
Etra
dopo
le
palesi
bocciature».
Faccia
lei
il
primo
passo:
tenda
la
mano
ai
bassanesi.
«Dovrebbero
farlo
loro.
È
evidente
che
il
problema
non
è
nostro
ma
loro.
Anzi,
la
facciano
loro
la
proposta
di
aumento.
E
io
spiegherò
ai
cittadini
che
i
sindaci
bassanesi
l'hanno
approvato
senza
tutele
e
paletti
precisi».
Ma
senza
la
tariffa
unica,
che
voi
volete.
«Se
vogliamo
pagare
tutto
e
investire
non
c'è
altra
scelta:
1,30,
1,35
per
tutti».
L.Lor.