Nazionale - 16 Marzo 2008
Sulla stessa materia il Tar a Venezia dà ragione al piccolo centro di Agugliaro, a Roma condanna altri Comuni. Ora l’ultima speranza è il Capo dello Stato
Tagli, 270 Comuni veneti contro il governo
I sindaci firmano il ricorso al presidente della Repubblica contestando i minori trasferimenti decisi dalla finanziaria 2007

Venezia

Duecentosettanta sindaci veneti, su 581, sul piede di guerra. Un esercito di amministrazioni che si sono rivolte al Capo dello Stato per chiedere giustizia contro i tagli della Finanziaria 2007: in Italia 609,4 milioni di euro che di fatto sono scomparsi dalle casse dei comuni.

Apripista della vertenza era stato il piccolo comune di Agugliaro, in provincia di Vicenza, che aveva condotto una "corsa solitaria" contro il governo, ottenendo ragione dal Tar Veneto. Contestualmente altre amministrazioni italiane, oltre 400 tra cui alcune venete, si erano rivolte al Tar del Lazio attraverso l'Anci (l'Associazione dei Comuni italiani) nazionale, ma in questo caso il verdetto era stato negativo. Si giunge così al terzo atto, quello di questi giorni, quando 270 amministrazioni del Veneto (63 di Padova, 15 di Rovigo, 20 di Belluno, 65 di Vicenza, 36 di Treviso, 19 di Venezia, 52 di Verona) hanno deciso di dare mandato all'Anci regionale di dare seguito a un'azione legale collettiva contro il ministero dell'Interno perchè non esisterebbe corrispondenza tra quanto anticipatamente tagliato ai Comuni e quanto successivamente accertato dall'Agenzia del territorio.

Insomma, mentre i Tar danno giudizi diversi (quello Veneto accontenta Agugliaro, quello del Lazio dà torto ai sindaci) un nutrito numero di comuni veneti decide di scegliere un'altra strada, quella del ricorso al Capo dello Stato.

I sindaci lamentano che il governo aveva garantito che il taglio dei trasferimenti sarebbe stato compensato con l'accertamento, effettuato dallo stesso governo tramite il nuovo organismo dell'Agenzia del territorio.

Quest'ultima era stata incaricata di effettuare foto aeree dei territori comunali al fine di scoprire le variazioni colturali che non erano state dichiarate, i fabbricati che per effetto delle nuove disposizioni avevano perso il requisito della ruralità e quindi dell'esenzione Ici, la corretta classificazione dei fabbricati compresi all'interno delle unità immobiliari censite e destinati a uso commerciale, industriale, gli uffici privati, qualora presentino autonomia funzionale e reddituale, e gli immobili che non erano stati dichiarati al catasto.

«L'Agenzia del territorio in settembre ha comunicato al governo che il gettito stimato risultava molto inferiore all'importo dei tagli effettuati dal ministero dell'Interno stesso - spiega Franco Zorzo, sindaco di Tombolo , Comune che ha guidato la vertenza - Per quello che ci riguarda, ad esempio, ci sono stati tagliati 36 mila euro e ne sono rientrati non più di 6 mila. La previsione del governo a nostro giudizio oltre che essersi rivelata errata è anche illegale».

I Comuni veneti insomma lamentano di essere ancora una volta i primi per quanto riguarda la contribuzione e il prelievo, e gli ultimi per la restituzione dei finanziamenti. Un concerto che viene ripreso anche da Antonio Ruzzon, sindaco di Conselve, comune della Bassa padovana. «Quella di ricorrere è stata per noi una scelta scontata, stando soprattutto ai pareri degli esperti - sottolinea il primo cittadino - Si continua a penalizzare i comuni, cercando di spremere più risorse possibili. È una azione che riteniamo del tutto illegale, non si può continuare a far quadrare i bilanci a colpi di mannaia, vorrà dire che impareremo a difenderci».

Ma Ruzzon va anche oltre. «Siamo al paradosso, ci hanno chiesto di tagliare i costi della politica, richiamandoci ad un comportamento responsabile - spiega - Nulla di più corretto, siamo noi amministratori i primi a dire che se si deve stringere la cinghia, l'amministrazione deve dare il buon esempio. Ma non ci stiamo più quando ci accorgiamo che ci stanno prendendo in giro: ci hanno chiesto di risparmiare 25.000 euro all'anno, quando ne spendiamo di gran lunga di meno. Non mi sembra un comportamento serio, tanto più che il mio comune perderà 80.000 di euro per i mancati trasferimenti, ai quali se ne aggiungeranno 65.000 per la perdita della ruralità dei fabbricati. Non sono pochi di fronte a un bilancio di 12 milioni di euro». Le amministrazioni sono fiduciose che il giudizio, visti i presupposti, non possa che essere favorevole: se non altro - sottolineano gli amministratori - a garanzia di giustizia.

Stessa musica, ovviamente, nella Marca trevigiana. «Il fatto di operare nel rispetto del patto di stabilità, come pure impone la legge - sostiene il sindaco di Conegliano Alberto Maniero - evidentemente non viene considerato un elemento di merito; anzi più si opera nella correttezza e più si viene vessati». E aggiunge: «Sono convinto che l'azione a cui abbiamo aderito sia utile per denunciare una situazione insostenibile, e anche per ristabilire una situazione di giustizia in termini di trasferimenti dallo Stato ai Comuni».

I Comuni più penalizzati dai tagli ai trasferimenti dello Stato sono sicuramente quelli più piccoli, come Pedemonte, paese di mille anime nell'alta val d'Astico salito alla ribalta nei giorni scorsi per il referendum per il passaggio in Trentino Alto Adige. Qui arriveranno minori trasferimenti per 16 mila euro, non pochi per un bilancio già ristretto. «Ma soprattutto commenta il vice sindaco Bruno Scalzeri hanno il sapore della presa in giro: da parte nostra abbiamo già provveduto in passato a tassare i fabbricati rurali, e quindi per noi è impossibile rientrare. Quando sbaglia, lo Stato dovrebbe ravvedersi. Ma l'impressione è che ci vorranno tempi lunghi. Sempre che non intervenga il Presidente della Repubblica».

D.B.

Padova - 16 Marzo 2008 - pag.3
Sono 270 i comuni veneti che hanno ...
 

Sono 270 i comuni veneti che hanno presentato ricorso straordinario al Capo dello Stato a fronte del taglio di trasferimenti statali. A renderlo noto è stato Franco Zorzo, sindaco di Tombolo , tra i promotori dell'iniziativa. Zorzo, nel sottolineare il successo del ricorso, rileva come a fronte di un pronunciamento favorevole del Tar del Veneto la giustizia ammnistrativa del Lazio si sia dimostrata di altro avviso. «Il Tar della Regione dove ha sede Roma - afferma - in questi giorni ha stranamente ribaltato la sentenza del Tar Veneto, respingendo l'istanza cautelare di Associazione nazionale dei comuni e di molti altri comuni italiani, quasi 400». «La pronuncia ora emessa, nel solo Lazio - rileva Zorzo - appare chiaramente ispirata più da ragioni di opportunità politiche e che dal rispetto delle norme e delle leggi: siamo proprio la repubblica delle banane dato che la sentenza del Tar del Lazio è ingiustamente lesiva dell'autonomia locale ed è in palese contrasto con quella del Tar Veneto».

Ecco i Comuni padovaniche hanno partecipato al ricorso avanti al Capo dello Stato: Tombolo , Abano Terme, Anguillara Veneta, Arre, Arzergrande, Baone, Battaglia Terme, Boara Pisani, Borgoricco, Brugine, Campodarsego, Camposampiero, Casale di Scodosia, Casalserugo,, Castelbaldo, Cervarese Santa Croce, Conselve, Correzzola, Curtarolo, Este, Fontaniva, Galliera Veneta, Gazzo, Grantorto, Legnaro, Limena, Loreggia, Lozzo Atestino, Masi, Massanzago, Megliadino San Fidenzio, Megliadino San Vitale, Merlara, Montagnana, Noventa Padovana, Padova, Piombino Dese, Piove di Sacco, Polverara, Ponso, Pontelongo, Ponte San Nicolò, Rovolon, Rubano, Saletto, San Martino di Lupari, San Pietro in Gù, Santa Giustina in Colle, S.Angelo di Piove di Sacco, Sant'Elena d'Este, Selvazzano Dentro, Teolo, Torreglia, Trebaseleghe, Urbana, Veggiano, Vescovana, Vigodarzere, Vigonza, Villa del Conte, Villafranca Padovana, Villanova di Camposampiero, Vo

 

Trasferimenti erariali Padova sarà la più penalizzata I Comuni ricorrono a Napolitano
 
 

Sono 270 i Comuni veneti che hanno presentato ricorso straordinario al Capo dello Stato a fronte del taglio di trasferimenti statali. A renderlo noto è stato Franco Zorzo, sindaco di Tombolo , tra i promotori dell'iniziativa. Zorzo rileva come a fronte di un pronunciamento favorevole del Tar del Veneto quello del Lazio si sia dimostrata di altro avviso. «Il Tar di Roma - afferma - in questi giorni ha stranamente ribaltato la sentenza del Tar Veneto, respingendo l'istanza cautelare di Associazione nazionale dei comuni e di molti altri comuni italiani». Nel 2008 i trasferimenti erariali dello Stato ai Comuni capoluogo di provincia diminuiranno