Sulla
stessa
materia
il
Tar
a
Venezia
dà
ragione
al
piccolo
centro
di
Agugliaro,
a
Roma
condanna
altri
Comuni.
Ora
l’ultima
speranza
è
il
Capo
dello
Stato
Tagli,
270
Comuni
veneti
contro
il
governo
I
sindaci
firmano
il
ricorso
al
presidente
della
Repubblica
contestando
i
minori
trasferimenti
decisi
dalla
finanziaria
2007
Venezia
Duecentosettanta
sindaci
veneti,
su
581,
sul
piede
di
guerra.
Un
esercito
di
amministrazioni
che
si
sono
rivolte
al
Capo
dello
Stato
per
chiedere
giustizia
contro
i
tagli
della
Finanziaria
2007:
in
Italia
609,4
milioni
di
euro
che
di
fatto
sono
scomparsi
dalle
casse
dei
comuni.
Apripista
della
vertenza
era
stato
il
piccolo
comune
di
Agugliaro,
in
provincia
di
Vicenza,
che
aveva
condotto
una
"corsa
solitaria"
contro
il
governo,
ottenendo
ragione
dal
Tar
Veneto.
Contestualmente
altre
amministrazioni
italiane,
oltre
400
tra
cui
alcune
venete,
si
erano
rivolte
al
Tar
del
Lazio
attraverso
l'Anci
(l'Associazione
dei
Comuni
italiani)
nazionale,
ma
in
questo
caso
il
verdetto
era
stato
negativo.
Si
giunge
così
al
terzo
atto,
quello
di
questi
giorni,
quando
270
amministrazioni
del
Veneto
(63
di
Padova,
15
di
Rovigo,
20
di
Belluno,
65
di
Vicenza,
36
di
Treviso,
19
di
Venezia,
52
di
Verona)
hanno
deciso
di
dare
mandato
all'Anci
regionale
di
dare
seguito
a
un'azione
legale
collettiva
contro
il
ministero
dell'Interno
perchè
non
esisterebbe
corrispondenza
tra
quanto
anticipatamente
tagliato
ai
Comuni
e
quanto
successivamente
accertato
dall'Agenzia
del
territorio.
Insomma,
mentre
i
Tar
danno
giudizi
diversi
(quello
Veneto
accontenta
Agugliaro,
quello
del
Lazio
dà
torto
ai
sindaci)
un
nutrito
numero
di
comuni
veneti
decide
di
scegliere
un'altra
strada,
quella
del
ricorso
al
Capo
dello
Stato.
I
sindaci
lamentano
che
il
governo
aveva
garantito
che
il
taglio
dei
trasferimenti
sarebbe
stato
compensato
con
l'accertamento,
effettuato
dallo
stesso
governo
tramite
il
nuovo
organismo
dell'Agenzia
del
territorio.
Quest'ultima
era
stata
incaricata
di
effettuare
foto
aeree
dei
territori
comunali
al
fine
di
scoprire
le
variazioni
colturali
che
non
erano
state
dichiarate,
i
fabbricati
che
per
effetto
delle
nuove
disposizioni
avevano
perso
il
requisito
della
ruralità
e
quindi
dell'esenzione
Ici,
la
corretta
classificazione
dei
fabbricati
compresi
all'interno
delle
unità
immobiliari
censite
e
destinati
a
uso
commerciale,
industriale,
gli
uffici
privati,
qualora
presentino
autonomia
funzionale
e
reddituale,
e
gli
immobili
che
non
erano
stati
dichiarati
al
catasto.
«L'Agenzia
del
territorio
in
settembre
ha
comunicato
al
governo
che
il
gettito
stimato
risultava
molto
inferiore
all'importo
dei
tagli
effettuati
dal
ministero
dell'Interno
stesso
-
spiega
Franco
Zorzo,
sindaco
di
Tombolo
,
Comune
che
ha
guidato
la
vertenza
-
Per
quello
che
ci
riguarda,
ad
esempio,
ci
sono
stati
tagliati
36
mila
euro
e
ne
sono
rientrati
non
più
di
6
mila.
La
previsione
del
governo
a
nostro
giudizio
oltre
che
essersi
rivelata
errata
è
anche
illegale».
I
Comuni
veneti
insomma
lamentano
di
essere
ancora
una
volta
i
primi
per
quanto
riguarda
la
contribuzione
e
il
prelievo,
e
gli
ultimi
per
la
restituzione
dei
finanziamenti.
Un
concerto
che
viene
ripreso
anche
da
Antonio
Ruzzon,
sindaco
di
Conselve,
comune
della
Bassa
padovana.
«Quella
di
ricorrere
è
stata
per
noi
una
scelta
scontata,
stando
soprattutto
ai
pareri
degli
esperti
-
sottolinea
il
primo
cittadino
-
Si
continua
a
penalizzare
i
comuni,
cercando
di
spremere
più
risorse
possibili.
È
una
azione
che
riteniamo
del
tutto
illegale,
non
si
può
continuare
a
far
quadrare
i
bilanci
a
colpi
di
mannaia,
vorrà
dire
che
impareremo
a
difenderci».
Ma
Ruzzon
va
anche
oltre.
«Siamo
al
paradosso,
ci
hanno
chiesto
di
tagliare
i
costi
della
politica,
richiamandoci
ad
un
comportamento
responsabile
-
spiega
-
Nulla
di
più
corretto,
siamo
noi
amministratori
i
primi
a
dire
che
se
si
deve
stringere
la
cinghia,
l'amministrazione
deve
dare
il
buon
esempio.
Ma
non
ci
stiamo
più
quando
ci
accorgiamo
che
ci
stanno
prendendo
in
giro:
ci
hanno
chiesto
di
risparmiare
25.000
euro
all'anno,
quando
ne
spendiamo
di
gran
lunga
di
meno.
Non
mi
sembra
un
comportamento
serio,
tanto
più
che
il
mio
comune
perderà
80.000
di
euro
per
i
mancati
trasferimenti,
ai
quali
se
ne
aggiungeranno
65.000
per
la
perdita
della
ruralità
dei
fabbricati.
Non
sono
pochi
di
fronte
a
un
bilancio
di
12
milioni
di
euro».
Le
amministrazioni
sono
fiduciose
che
il
giudizio,
visti
i
presupposti,
non
possa
che
essere
favorevole:
se
non
altro
-
sottolineano
gli
amministratori
-
a
garanzia
di
giustizia.
Stessa
musica,
ovviamente,
nella
Marca
trevigiana.
«Il
fatto
di
operare
nel
rispetto
del
patto
di
stabilità,
come
pure
impone
la
legge
-
sostiene
il
sindaco
di
Conegliano
Alberto
Maniero
-
evidentemente
non
viene
considerato
un
elemento
di
merito;
anzi
più
si
opera
nella
correttezza
e
più
si
viene
vessati».
E
aggiunge:
«Sono
convinto
che
l'azione
a
cui
abbiamo
aderito
sia
utile
per
denunciare
una
situazione
insostenibile,
e
anche
per
ristabilire
una
situazione
di
giustizia
in
termini
di
trasferimenti
dallo
Stato
ai
Comuni».
I
Comuni
più
penalizzati
dai
tagli
ai
trasferimenti
dello
Stato
sono
sicuramente
quelli
più
piccoli,
come
Pedemonte,
paese
di
mille
anime
nell'alta
val
d'Astico
salito
alla
ribalta
nei
giorni
scorsi
per
il
referendum
per
il
passaggio
in
Trentino
Alto
Adige.
Qui
arriveranno
minori
trasferimenti
per
16
mila
euro,
non
pochi
per
un
bilancio
già
ristretto.
«Ma
soprattutto
commenta
il
vice
sindaco
Bruno
Scalzeri
hanno
il
sapore
della
presa
in
giro:
da
parte
nostra
abbiamo
già
provveduto
in
passato
a
tassare
i
fabbricati
rurali,
e
quindi
per
noi
è
impossibile
rientrare.
Quando
sbaglia,
lo
Stato
dovrebbe
ravvedersi.
Ma
l'impressione
è
che
ci
vorranno
tempi
lunghi.
Sempre
che
non
intervenga
il
Presidente
della
Repubblica».
D.B.
Padova
-
16
Marzo
2008
-
pag.3
Sono
270
i
comuni
veneti
che
hanno
...
Sono
270
i
comuni
veneti
che
hanno
presentato
ricorso
straordinario
al
Capo
dello
Stato
a
fronte
del
taglio
di
trasferimenti
statali.
A
renderlo
noto
è
stato
Franco
Zorzo,
sindaco
di
Tombolo
,
tra
i
promotori
dell'iniziativa.
Zorzo,
nel
sottolineare
il
successo
del
ricorso,
rileva
come
a
fronte
di
un
pronunciamento
favorevole
del
Tar
del
Veneto
la
giustizia
ammnistrativa
del
Lazio
si
sia
dimostrata
di
altro
avviso.
«Il
Tar
della
Regione
dove
ha
sede
Roma
-
afferma
-
in
questi
giorni
ha
stranamente
ribaltato
la
sentenza
del
Tar
Veneto,
respingendo
l'istanza
cautelare
di
Associazione
nazionale
dei
comuni
e
di
molti
altri
comuni
italiani,
quasi
400».
«La
pronuncia
ora
emessa,
nel
solo
Lazio
-
rileva
Zorzo
-
appare
chiaramente
ispirata
più
da
ragioni
di
opportunità
politiche
e
che
dal
rispetto
delle
norme
e
delle
leggi:
siamo
proprio
la
repubblica
delle
banane
dato
che
la
sentenza
del
Tar
del
Lazio
è
ingiustamente
lesiva
dell'autonomia
locale
ed
è
in
palese
contrasto
con
quella
del
Tar
Veneto».
Ecco
i
Comuni
padovaniche
hanno
partecipato
al
ricorso
avanti
al
Capo
dello
Stato:
Tombolo
,
Abano
Terme,
Anguillara
Veneta,
Arre,
Arzergrande,
Baone,
Battaglia
Terme,
Boara
Pisani,
Borgoricco,
Brugine,
Campodarsego,
Camposampiero,
Casale
di
Scodosia,
Casalserugo,,
Castelbaldo,
Cervarese
Santa
Croce,
Conselve,
Correzzola,
Curtarolo,
Este,
Fontaniva,
Galliera
Veneta,
Gazzo,
Grantorto,
Legnaro,
Limena,
Loreggia,
Lozzo
Atestino,
Masi,
Massanzago,
Megliadino
San
Fidenzio,
Megliadino
San
Vitale,
Merlara,
Montagnana,
Noventa
Padovana,
Padova,
Piombino
Dese,
Piove
di
Sacco,
Polverara,
Ponso,
Pontelongo,
Ponte
San
Nicolò,
Rovolon,
Rubano,
Saletto,
San
Martino
di
Lupari,
San
Pietro
in
Gù,
Santa
Giustina
in
Colle,
S.Angelo
di
Piove
di
Sacco,
Sant'Elena
d'Este,
Selvazzano
Dentro,
Teolo,
Torreglia,
Trebaseleghe,
Urbana,
Veggiano,
Vescovana,
Vigodarzere,
Vigonza,
Villa
del
Conte,
Villafranca
Padovana,
Villanova
di
Camposampiero,
Vo
Trasferimenti
erariali
Padova
sarà
la
più
penalizzata
I
Comuni
ricorrono
a
Napolitano
Sono
270
i
Comuni
veneti
che
hanno
presentato
ricorso
straordinario
al
Capo
dello
Stato
a
fronte
del
taglio
di
trasferimenti
statali.
A
renderlo
noto
è
stato
Franco
Zorzo,
sindaco
di
Tombolo
,
tra
i
promotori
dell'iniziativa.
Zorzo
rileva
come
a
fronte
di
un
pronunciamento
favorevole
del
Tar
del
Veneto
quello
del
Lazio
si
sia
dimostrata
di
altro
avviso.
«Il
Tar
di
Roma
-
afferma
-
in
questi
giorni
ha
stranamente
ribaltato
la
sentenza
del
Tar
Veneto,
respingendo
l'istanza
cautelare
di
Associazione
nazionale
dei
comuni
e
di
molti
altri
comuni
italiani».
Nel
2008
i
trasferimenti
erariali
dello
Stato
ai
Comuni
capoluogo
di
provincia
diminuiranno
mediamente
di
quasi
il
4\%
(precisamente
del
3,9\%)
e
Padova
sarà
quello
più
penalizzato.
La
nuova
denuncia
è
della
Cgia
di
Mestre,
che
ha
analizzato
i
dati
elaborati
dal
Ministero
degli
Interni.
Conseguenza:
una
probabile
impennata
delle
tasse
locali.
Il
più
penalizzato
sarà
il
Comune
di
Padova,
con
una
una
riduzione
del
13\%
rispetto
al
2007,
che
è
anche
quello
che
riceve
in
termini
pro
capite
l'importo
più
basso
d'Italia,
solo
128
euro.