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| Tombolo
Zorzo: «Darò disposizioni alla
polizia di segnalare per
l'espulsione gli "ospiti
stranieri" sul territorio
dopo i 90 giorni di permesso» |
| 24
Gennaio 2008 |
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Tombolo
Nella
riunione del Comitato Provinciale
per l'ordine e la Sicurezza
Pubblica tenutosi a Tombolo il 10
Gennaio 2008, era emerso che
l'80\% degli "extracomunitari
clandestini" in Italia è
costituito da soggetti entrati in
Italia con l'escamotage
"dell'ospitalità" o con
visti di durata di 90 giorni
adducendo motivi di studio,
turismo e altro. Alla scadenza
delle regolari autorizzazioni i
cittadini extracomunitari
rimangono in Italia e
costituiscono la grande massa di
clandestini presenti.
«Tombolo
- come afferma il sindaco Franco
Zorzo - corre ai ripari, per
quanto di sua competenza. Infatti,
darò precise disposizioni nei
prossimi giorni, all'Ufficio
anagrafe e alla Polizia locale di
accertare, alla data di scadenza
naturale, se i cittadini sono
ancora ospitati illegalmente nella
dimora comunicata. Tutti i
nominativi di coloro che alla
scadenza dei 90 giorni saranno
ancora trovati nel territorio
comunale di Tombolo e non in
possesso dei requisiti di legge,
saranno "segnalati"
immediatamente ai carabinieri ed
alla Questura per la
"doverosa esplusione"».
«Sul
fonte dei controlli, il Comune di
Tombolo - ha affermato Franco
Zorzo - vista la mancanza di
controlli automatici delle
Istituzioni Centrali, si attiverà
in proprio, alla scadenza dei
termini previsti, effettuando
sopralluoghi e verifiche puntuali
con la Polizia locale, mentre sul
fronte delle espulsioni è
assolutamente necessaria una norma
legislativa più restrittiva».
«Per
risolvere il problema dei costi
che lo Stato deve affrontare
inerente le espulsioni, - ha
dichiarato il sindaco di Tombolo -
al fine di non gravare sulle
tasche dei contribuenti italiani,
potrebbe essere richiesta una
cauzione da versare allo Stato od
ai Comuni, da restituire al
momento del rientro in patria, o
da utilizzare nel caso di
accompagnamento coattivo alla
frontiera».
Il
sindaco inoltre segnala che i
cittadini che ospitano uno
straniero sono tenuti a darne
comunicazione scritta, entro 48
ore all'autorità locale di P.S.
(Commissariato di P.S. oppure, ove
manchi, al sindaco).
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| ALTA
PADOVANA. ANCHE IL COMUNE LIMITROFO
ATTRAVERSO L’EDITTO BITONCI DICE NO AD
ALCUNI RUMENI |
| Cittadella
scheda tutti gli ospiti stranieri.
Tombolo dice no alle prime residenze |
| 25
Gennaio 2008 |
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Cittadella
Sono
ottocento gli immigrati che hanno
chiesto di venire a Cittadella come
"ospiti" durante il solo 2007,
ma d'ora in poi non avranno vita facile.
Nel mirino del sindaco dell'editto anti
sbandati Massimo Bitonci tutti coloro
che per entrare in Italia utilizzano
l'escamotage dell'ospitalità, e che una
volta arrivati non se ne vanno più,
anche se decorsi novanta giorni di tempo
diventano irregolari.
«Si
tratta di un numero elevatissimo se si
pensa che gli stranieri residenti a
Cittadella sono 1600 - commenta Bitonci
- Dalla prossima settimana saranno tutti
schedati e faremo uno scadenziario per
controllare che davvero gli
"ospiti" si trasferiscano
nell'alloggio che hanno indicato, e che
se ne vadano dopo novanta giorni».
Allo
studio c'è anche un provvedimento per
combattere il fenomeno di
sovraffollamento degli alloggi. La forma
non è ancora stata decisa, si potrebbe
trattare di un'ordinanza ad hoc, oppure
di un'integrazione dell'ordinanza sulla
residenza, o anche di una semplice
direttiva. Succede spesso, infatti, che
gli aspiranti "ospiti"
dichiarano di andare ad abitare sempre
nei soliti indirizzi, già saturi,
creando inevitabili problemi di pubblica
sicurezza. «La normativa nazionale
sull'agibilità degli alloggi stabilisce
un numero minimo di 14 metri quadri per
ciascun residente, che si riducono a
dieci se in una casa vivono più di
cinque persone - spiega Bitonci - D'ora
in avanti inizieremo a controllare che
davvero questa legge sia rispettata.
Diversamente, sarà emessa un'ordinanza
di sgombero e i trasgressori saranno
sanzionati».
Al
via anche il controllo degli immigrati
sul fronte dei codici fiscali, che
devono essere allegati ad ogni domanda
di residenza. «Abbiamo constatato che
gli stranieri dichiarano di essere in
Italia da meno di novanta giorni, ma i
loro codici fiscali sono stati emessi
molto tempo prima - afferma Bitonci - Ad
esempio, la signora rumena a cui
respingerò la domanda di residenza, era
in Italia dal gennaio 2007».
Si
profilano i primi no alla residenza
anche per il Comune di Tombolo del
sindaco Franco Zorzo. Si tratta di
alcuni rumeni che non hanno allegato
alla richiesta di iscrizione anagrafica
copia del loro passaporto. «Ho dato
disposizioni alla polizia locale di
controllare che siano rispettati i
requisiti igienico sanitari in tutte le
abitazioni in cui ci sono
"ospiti" - racconta Zorzo -
che a Tombolo sono 400 all'anno. D'ora
in avanti, chi ospita dovrà comunicare
obbligatoriamente al Comune l'avvenuta
cessazione dell'ospitalità. Se non lo
farà verrà multato con una cifra da
160 a 1.110 euro».
Giovanna
Frigo
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| 25
Gennaio
2008 |
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Zorzo
(Tombolo):
«Cauzione
insieme
al
visto,
pesanti
sanzioni
ai falsi
turisti
e a chi
li copre»
Clandestini
smascherati
dai
metri
quadri
I
sindaci:
«Scoprire
e
cacciare
chi
entra
come
ospite
e non
esce
più»
|
di
Silvia
Bergamin
CITTADELLA.
Otto
clandestini
su 10
entrano
in
Italia
sfruttando
l’«ospitalità»
da
connazionali,
con
visti
di 90
giorni.
Alla
scadenza,
non ci
sono
controlli.
E gli
«ospitati»
restano
come
irregolari.
Ieri
pomeriggio,
a
Cittadella,
i
vertici
locali
delle
forze
dell’ordine,
i
rappresentanti
della
Questura
e una
dozzina
di
sindaci
dell’Alta
hanno
affrontato
proprio
la
questione
della
denuncia
di
ospitalità.
L’editto
anti-sbandati
del
sindaco
di
Cittadella
sarà
integrata
con un
paragrafo
che di
fatto
proibirà
agli
immigrati
di
affollare
gli
alloggi
in cui
sono
ospitati
dai
connazionali.
A
consentirlo,
ha
spiegato
Massimo
Bitonci,
è una
normativa
regionale:
prevede
che
per
ogni
persona
siano
disponibili
un
certo
numero
di
metri
quadrati.
Allo
studio
c’è
anche
un
data-base
degli
stranieri
ospitati
da
concittadini.
«Gli
alloggi
in cui
vengono
ospitati
gli
immigrati
dai
propri
connazionali
spesso
sono
troppo
piccoli
e
sovraffollati.
Integrerò
l’ordinanza
di
novembre
con un
parametro
di
metri
quadri
minimi
per
persona
-
spiega
Bitonci
-
Sulla
base
della
normativa
regionale
che
prevede
che
negli
appartamenti
fino a
38
metri
quadri
non
possano
risiedere
più
di 2
persone
e che
per
ognuna
in più
ci
siano
almeno
14 mq
disponibili
in
aggiunta.
Credo
che
sia
evidente
come
sul
fronte
dei
permessi
di
soggiorno
temporanei
bisogna
correre
ai
ripari
al più
presto.
Molti
stranieri
ottengono
il
permesso
di
soggiorno
valido
fino a
tre
mesi,
vengono
ospitati
da
connazionali
e poi
non se
ne
vanno.
L’aspetto
sconcertante
è che
la
legge
prevede
la
comunicazione
alla
questura
al
momento
dell’arrivo,
senza
specificare
la
durata
del
soggiorno,
rendendo
di
fatto
impossibile
qualsiasi
controllo».
Il
sindaco
annuncia
che
nelle
prossime
settimane
incontrerà
il
questore,
cui
proporrà
l’istituzione
di un
database
dei
cittadini
stranieri
«ospitati»
da
concittadini
in
maniera
da
dare
strumenti
di
controllo
alle
polizie
municipali.
Anche
il
collega
Franco
Zorzo
di Tombolo
corre
ai
ripari:
nei
prossimi
giorni
darà
disposizione
all’ufficio
anagrafe
e alla
polizia
locale
di
accertare,
alla
scadenza
del
permesso,
se gli
immigrati
«sono
ancora
ospitati
illegalmente».
I
trasgressori
saranno
segnalati
alle
forze
dell’ordine
«per
la
doverosa
espulsione».
La
decisione,
spiega
Zorzo,
trae
origine
dall’assenza
di
controlli
alla
scadenza
del
visto
d’ingresso.
La
soluzione
propettata
da
Zorzo
per
ovviare
ai
costi
delle
espulsioni
senza
«gravare
sulle
tasche
dei
contribuenti
italiani»
potrebbe
essere
«una
cauzione
da
versare
allo
Stato
o ai
Comuni,
da
restituire
al
momento
del
rientro
in
patria,
o da
utilizzare
nel
caso
di
accompagnamento
coattivo
alla
frontiera».
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| Provincia
«Ottocento
ospiti
stranieri
da
controllare»
Bitonci:
«Sappiamo
che sono
accolti
da
connazionali,
andremo
nelle
loro
case a
verificare»
Altra
ordinanza
che
prevede
un
minimo
abitabile
a testa:
«Basta
sovraffollamenti»
Le
leggi per
intervenire
ci sono.
Ed io le
userò»
La
strategia
del
sindaco
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|
di
Silvia Bergamin
CITTADELLA. Editto-bis del sindaco
Massimo Bitonci. L’ordinanza anti-
sbandati è considerata non più
sufficiente. Per starsene dentro e fuori
le mura, oltre a un minimo di reddito e
una casa salubre, sarà necessario anche
un «minimo» di metri quadrati. Un giro
di vite con un obiettivo dichiarato:
contrastare la clandestinità che passa
attraverso i 90 giorni di ospitalità: a
Cittadella gli stranieri «ospitati»
sarebbero 800. Tutti sul crinale della
clandestinità? «Come al solito -
incalza Bitonci - le leggi ci sono ma
non vengono applicate: questa volta,
partiremo da un decreto ministeriale del
5 luglio 1975 e vedremo se emanare una
ordinanza o riscrivere quella già
esistente». Il decreto fissa i
requisiti di superficie per il rilascio
del certificato di idoneità
dell’alloggio; per una persona il
minimo è 28 mq; per 2 è 38 mq; in caso
di 3 residenti, saranno necessari 14 mq
a persona. Un modo per contrastare il
sovraffollamento. Che Bitonci collega
alle «ospitalità». Il meccanismo è
presto detto: per gli extracomunitari
che vogliono venire in Italia per un
breve periodo è sufficiente la
compilazione di un modulo con
l’indicazione di una casa nella quale
saranno ospitati. Ma una volta arrivati
come «ospiti» non se ne vanno più,
anche se allo scadere dei 90 giorni
diventano irregolari.
Di fatto, i controlli della
questura sono inesistenti. E l’80% dei
clandestini - secondo quanto riferisce
la questura - diventa tale proprio così.
«A Cittadella - spiega il sindaco - ci
sono circa 1.500 stranieri, tra
comunitari ed extracomunitari; «ospitano»
altri 800 stranieri; ed è pensabile -
visto anche quanto abbiamo scoperto la
scorsa settimana, con il blitz in 2
laboratori cinesi - che i clandestini
siano in numero maggiore». A questo
punto, il controllo delle residenze verrà
collegato al controllo degli ospiti. «Quando
faremo i controlli delle residenze, una
volta a settimana, procederemo anche a
quelo di eventuali persone che convivono
con i regolari. So che a Tombolo è
stata prevista una procedura di verifica
della permanenza, non stabilita per
legge; la introdurremo anche noi, sarà
un modo di individuare chi se ne va
realmente allo scadere dei 3 mesi».
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