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TOMBOLO Sono riusciti a
portare via solo qualche
maglia i ladri che l’altra
notte hanno preso di mira
il negozio di
abbigliamento "Leo"
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I banditi messi in fuga
dal sindaco Zorzo
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«Ero in strada quando
ho sentito un boato. I
malviventi avevano
sfondato la vetrina con
un’auto, subito sono
intervenuto» |
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Tombolo
Il colpo stava riuscendo
perfettamente, tutto come
calcolato. A quell'ora, erano le
quattro della notte tra martedì e
mercoledì, difficile ci fosse
qualcuno in giro. Ed invece
qualcuno c'era ed era proprio il
sindaco di Tombolo Franco Zorzo
che assieme a due amici ha
impedito che un negozio di
abbigliamento della frazione di
Onara di Tombolo, dove risiede,
venisse totalmente razziato. Zorzo,
leghista, non stava facendo una
ronda. La presenza era casuale, ma
in questo frangente mai caso fu
migliore.
Quello che è accaduto al
negozio di abbigliamento Leo al
civico 8 di via Baracca, lo
racconta direttamente il primo
cittadino: «Con due amici ero
seduto all'esterno della pizzeria
San Marco sulla via centrale di
Onara. Eravamo tornati dalla cena
dopo la finale della partita di
calcio della nostra squadra
Onara-Tombolo 40, vinta per 5-3
con il Bassano del Grappa.
All'improvviso un forte boato. In
un primo istante abbiamo pensato
ad un'incidente stradale, un'auto
finita fuori strada. Non era così
- continua Zorzo - si trattava di
una Volvo station wagon che, a
circa un centinaio di metri da
dove ci trovavamo, in retromarcia
si era schiantata deliberatamente
contro la vetrina di un negozio di
abbigliamento. Siamo corsi subito
verso l'auto urlando a
squarciagola. Questa è partita
sgommando diretta verso
Camposampiero. Siamo riusciti a
vedere due persone, ma ce ne
saranno state altrettante. Dalle
parole udite avevano una
inflessione dell'est».
Sono stati avvisati i
carabinieri che in breve tempo
sono giunti sul posto con una
pattuglia. «Nonostante i pochi
secondi trascorsi tra l'aver
infranto la vetrina e il nostro
arrivo - sottolinea Zorzo - i
ladri sono riusciti a portare via
dei vestiti. All'esterno hanno
lasciato un grande scatolone
destinato alla raccolta della
refurtiva. Questo mi lascia
stupito, perplesso, ed è la prova
che si tratta di gente che fa
questo per mestiere. Persone
organizzate benissimo a tal punto
da portarsi anche i sassi da
lanciare contro chi si affaccia
alle finestre com'è capitato al
titolare del negozio che, appena
sentito il rumore, è corso sul
poggiolo dell'abitazione sopra
allo store, diventando il
bersaglio della sassaiola». «Sì mi
hanno lanciato delle pietre, il
valore commerciale della merce
rubata, polo, t-shirt e due abiti,
si aggira sui 5 mila euro ai quali
si aggiungono i danni per la
vetrina completamente divelta»,
spiega il titolare Luca Zecchin.
Il negozio è in attività da 17
anni e 4 mesi fa ha riaperto dopo
lavori di profonda
ristrutturazione. «Tempo fa
avevamo subito una spaccata. La
porta d'ingresso distrutta con un
copritombino in ghisa. Una cosa
del genere con tutta la vetrina
distrutta non ce l'aspettavamo
proprio». I danni sono stati
comunque e fortunatamente
limitati. Non ci fosse stato
nessuno il furto avrebbe fruttato
molto, molto di più. A Tombolo non
girano le ronde, «ma stiamo
predisponendo un sistema di
videosorveglianza - conclude il
sindaco - quale deterrente ad
azioni del genere».
Michelangelo Cecchetto
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Giovedì, 12
Giugno -
Cittadella |
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Provincia |
Spaccata al negozio di vestiti interviene il sindaco-ranger
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TOMBOLO.
Da
sindaco-sceriffo a ranger. Franco Zorzo,
la scorsa notte, ha fatto in modo che i
ladri depredassero solo parzialmente un
negozio di abbigliamento. Faceva le ore
piccole con alcuni amici. Festeggiava la
vittoria dei calciatori ultraquarantenni
di Onara e Tombolo in un torneo estivo.
Una serata goliardica, dopo la finale
vinta a Bassano, conclusa alla trattoria
San Marco di Onara.
Alle 3.50, Zorzo
si è congedato dalla compagnia, prima di
rincasare. E ha sentito un botto.
Proviniva da un negozio, a 80 metri di
distanza. Corso sul posto con un paio di
amici, si è trovato davanti una Volvo sw:
con il retro aveva sfondato la vetrina
del negozio di abbigliamento «Leo 19-69»
in via Baracca. Una banda di 4 persone
era in azione. Grida, urla, il
proprietario s’è affacciato. Situazione
concitata, questione di pochi secondi,
«non più di otto», precisa Zorzo. «I
ladri - racconta - hanno distrutto la
vetrata del negozio e arraffato più capi
che potevano». Colti con le mani nel
sacco, sono rientrati velocemente in
auto e hanno imboccato la strada per
Camposampiero. Preso di mira Luca
Zecchin, titolare del «Leo 19-69»: «Io
abito sopra il negozio - spiega - Sono
stato svegliato di soprassalto dal gran
botto. Qualche istante dopo essermi
affacciato per verificare cosa stesse
capitando, i ladri hanno iniziato a
scagliarmi contro delle pietre. Per
fortuna sono riuscito a scansarle.
Poteva andare molto peggio. Fa paura la
premeditazione che sta dietro a gesti
come questi». Sul posto sono intervenuti
immediatamente i carabinieri di San
Martino di Lupari, allertati da Zorzo. I
danni ammontano ad almeno 8.000 euro.
«Una quarantina di polo, 30 t-shirt e un
paio di abiti da uomo - elenca Zecchin -
i capi razziati dai ladri».
(Silvia Bergamin)
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