S.M. Lupari Il "buongoverno" dei sindaci leghisti
Cittadella, Mercoledì 11 Giugno
San Martino di Lupari

Dopo l'ultima mezz'ora "pirotecnica" di Giancarlo Gentilini, più che l'assalto al buffet c'è stato l'assalto alle cartoline personalizzate e autografate che il prosindaco di Treviso, lo "sceriffo Super G", ha distribuito come "ricordo leghista".

È sempre lui, Gentilini - che Giampaolo Gobbo ha definito pater familia - il grande trascinatore. Lui che saluta con i pollici alzati; lui e le sue battute mordaci. Ne ha avute per tutti. Per la sinistra: «Siamo a festeggiare la buttata a mare dell'arcobaleno; non voglio più vederlo nemmeno dopo il temporale». Per i deputati leghisti alla Camera: «Devono predicare il vangelo secondo Gentilini; i miei comandamenti sono come quelli di Mosè e del Padreterno». Per gli immigrati: «Brindiamo ai confini, affondiamo le navi. Uno stato di diritto deve sapere in ogni momento storico chi calca il proprio territorio». Per le prostitute: «Spettacolo indegno, migliaia di euro esentasse che arricchiscono il commercio delle armi». Per i nomadi: «A Treviso c'erano due campi rom: zac, tagliati alla radice». Per gli omosessuali: «Ai gay darei il mulo superdotato degli alpini». Per l'emergenza rifiuti a Napoli: Nessun aiuto alla mucca Jervolina; il vento del nord non è per spazzare via le scoasse del sud». Per la criminalità: «L'indulto ha riempito le strade di delinquenti di seconda e terza generazione. Aumentiamo le pene». Per gli alleati della Lega al governo: «Daremo noi le direttive e se ci mettono i bastoni tra le ruote c'è pericolo di rivoluzione, perché adopereremo la spada di Giussano. Roma ladrona, Roma veltrona, dovrà diventare Roma leghista. Perché solo la Lega può arrivare a risultati concreti».

Alla serata dedicata al buon governo dei sindaci della Lega, nonostante la concomitante partita Italia-Olanda in tv, nel parco del centro polivalente sono intervenute oltre cinquecento persone. In prima fila i giovani padani col cravattino verde. «È l'evidenza che ci sono altre priorità prima dello sport», è esordita Luisa Serato presidente del consiglio provinciale. Star della serata il sindaco di Verona Flavio Tosi, accolto da un'ovazione. Assente Massimo Bitonci, trattenuto in una tv per la promozione in serie B del Cittadella. «Sindaci coraggiosi», li ha definiti Walter Lago, «l'esempio vivente del fare» ha sottolineato Gerry Boratto. «Dobbiamo convincere i non leghisti - ha ammonito il primo cittadino di Tombolo Franco Zorzo - perché il sistema tende a difendersi. La Lega non amministra gli interessi locali di una particolare corrente, come i vari Casarin, Padrin, Galan: la Lega è un pugno unito di unità e trasparenza, che porta avanti il programma di governo che con onestà intellettuale presenta ai propri cittadini». Flavio Tosi ha ricordato: «La Lega ha vinto le elezioni promettendo due cose: federalismo e sicurezza. Per la prima servono risorse e blocco sulla spesa pubblica, per la seconda leggi adeguate e manovre rigide. Ma a Roma, l'ondata di buonismo generalizzato, tira indietro». «Non dobbiamo perdere il treno del cambiamento - ha detto Manuela Lanzarin sindaco di Rosà e neodeputato -. Siamo sindaci in prima linea, perseguitati ma sempre attenti e consapevoli delle esigenze del territorio». «Gentilini ne è il capostipite - ha detto il segretario provinciale Maurizio Conte -. Zanonato, invece, è un sindaco taroccato, che copia Gentilini e che ha messo alla berlina Padova». Il sindaco di Treviso Giampaolo Gobbo ha ripercorso alcune tappe: «Nel 1998 avevamo il 10,8\% dei consensi. Abbiamo perso dieci anni di storia con la diaspora dei veneti, una assurda frammentazione in partitini. L'unico partito è la Lega».

Germana Cabrelle

 

 
SAN MARTINO DI LUPARI. Gli amministratori locali mettono a fuoco il prossimo obiettivo del Carroccio
«Comune e Provincia di Padova alla Lega»
Dopo-Casarin: Conte candidato «naturale». Gentilini: «Convertiamo i parroci»

SAN MARTINO DI LUPARI. «Vogliamo che la Lega abbia sia il presidente della Provincia che il sindaco di Padova». Giancarlo Gentilini dixit. In casa di Maurizio Conte, consigliere regionale, segretario provinciale del Carroccio e «candidato» alla successione di Vittorio Casarin. Conte si limita a un «così dicono», che è tutto tranne una smentita. Lupi leghisti, lunedì sera, in centro polivalente nonostante gli azzurri in campo agli europei di calcio. Con Gentilini mattatore della serata promossa da Conte per testare gli umori della base dopo l’exploit elettorale. Platea calda, oltre 300 convenuti. Il sindaco di Treviso, Gianpaolo Gobbo: «Noi ci troviamo, nonostante il calcio, perchè vogliamo affrontare i problemi e dare le certezze». Filosofico: «Siamo contro la massificazione del pensiero». Flavio Tosi, sindaco di Verona: «La pena va scontata fino in fondo, senza i benefici di legge». Franco Zorzo, sindaco di Tombolo: «Con Cittadella e Fontaniva abbiamo creato un asse che dà fastidio, nel 2009 nasceranno liste Brancaleone per mandarci a casa. Le amministrazioni leghiste sono le uniche contro le lobby di affaristi, professionisti e speculatori che devastano il territorio». Chiude Gentilini: «Una nuova generazione di sceriffi sta nascendo», esordisce. E poco importa che Conte voglia «superare» lo stereotipo del leghista-sceriffo. «Prenderei le impronte a mani, piedi e naso; i rifiuti se li tenga la mucca iervolina; no ai burqa per le strade, no agli omosessuali nei parchi; Roma ladrona e veltrona deve diventare Roma leghista; convertiremo i parroci che non la pensano nel modo giusto». Va pensiero e tutti al buffet.
(Silvia Bergamin)

 

 

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